Ingegneri

ingegneri

La figura dell’ingegnere necessita ormai di una specializzazione enorme. Alla luce del continuo progresso e della crescente concorrenza in ambito nazionale ed internazionale, l’ingegnere “generico” non può infatti più competere sul mercato. Anche la riorganizzazione accademica di alcuni anni fa ha spinto i neolaureati ad ottenere, quasi come regola, la laurea specialistica per acquisire competenze più spendibili in ambito professionale.

Secondo i dizionari, l’ingegnere è il professionista, ovviamente laureato e abilitato come previsto dalla legge, che progetta e dirige la realizzazione di opere edilizie, meccaniche, industriali, navali e simili. Oggi, in realtà, l’ingegnere può avere molte altre competenze, anche agli antipodi tra loro: l’ingegnere del suono e l’ingegnere militare, ad esempio. I tre grandi settori dell’ingegneria: civile ed ambientale, industriale e dell’informazione sono a loro volta suddivisi in una miriade di specializzazioni, tra cui spiccano, solo per citarne alcune, l’ingegneria della sicurezza, quella applicata all’urbanistica ed al territorio e l’ingegneria biomedica/elettronica/informatica.

L’ingegnere può lavorare come libero professionista o dipendente di un’azienda, di un ente, eccetera, ed è sempre più spesso un consulente prezioso, quando ad esempio sia chiamato in causa nell’ambito della progettazione, organizzazione e gestione di imprese o di settori di imprese e organizzazioni. E’ il caso dell’ingegnere gestionale, che si differenzia sia dagli altri ingegneri, perché ha una conoscenza approfondita delle tecniche decisionali e delle strategie d’impresa, sia dai laureati in discipline economiche perché ha una conoscenza approfondita dell’approccio modellistico-quantitativo ai problemi decisionali.

I costi per avviare la libera professione (sia burocratici che di strumentazione) sono molto elevati e questo rende difficile per molti ingeneri riuscire a “mettersi in proprio”, oltre che a competere con gli omologhi stranieri che, in genere, non hanno particolari regolamentazioni da rispettare né debbono acquisire qualifiche addizionali una volta ottenuto il titolo di ingegnere (in Francia e nel Regno Unito, ad esempio, non è previsto alcun Esame di Stato per l’abilitazione alla professione!).

Conosciamo tutti il valore dell’ingegneria italiana del recente passato ed il contributo nella ricerca in ogni settore dell’attività umana. Questa capacità tecnica è il frutto di passione, ma senza dubbio di un’adeguata preparazione teorico-pratica e di una volontà dinamica nell’affrontare le varie sfide di una società in continua evoluzione. L’attività dell’ingegnere non può essere slegata dalle esigenze sociali del momento ed è quindi necessario che si instauri uno stretto legame tra richieste sociali e capacità tecniche, quest’ultime indispensabili per soddisfare al meglio le varie esigenze. Di qui la necessità di una rigorosa formazione accademica, con accesso garantito a chiunque e con selezione meritocratica, attuata durante l’intero corso degli studi.