Mercato immobiliare, come rilanciare il brand Italia

Una Tavola Rotonda organizzata a Roma, presso Palazzo Madama, dall’Osservatorio Parlamentare sul Mercato Immobiliare e presieduta dal Senatore e Presidente dell’Osservatorio Vincenzo Gibiino, è stata l’occasione per fare il punto sulle attuali criticità del mercato immobiliare nazionale.

Ad incontrare Gibilino e gli altri membri dell’Osservatorio, Giorgio Spaziani Testa, presidente Confedilizia e Paolo Righi, past president nazionale FIAIP, sono stati Gianfranco Brusa, docente strutturato al Politecnico di Milano, ed il sottoscritto.

Meno tasse o non si riparte

Giorgio Spaziani Testa ha sottolineato come il principale ostacolo alla ripresa sia rappresentato dall’eccessiva tassazione, soprattutto patrimoniale, che grava su di un settore che contribuisce per un quinto al prodotto interno lordo e ha importanti interazioni con gli altri settori dell’economia.

In Italia c’è una pressione fiscale sugli immobili che è ancora nel suo complesso la più alta in Europa, rendendo la nostra ripresa non allineata a quella dei maggiori Paesi europei.

Inoltre, è sempre più difficile rientrare in possesso degli immobili al momento del termine dei contratti di locazione…incredibile a dirsi, ma è così.  Tutto questo determina anche una scarsa attrattiva del nostro Paese verso gli investitori stranieri.

Rilanciare il brand Italia riqualificando il patrimonio immobiliare

Paolo Righi ha relazionato su come le politiche del Governo per il rilancio del mercato immobiliare non abbiano avuto gli effetti desiderati. Per rilanciare il brand Italia nel mondo e rendere sempre più attrattive le nostre città è necessario riqualificare il patrimonio immobiliare nazionale. Al contrario, si assiste al continuo deprezzamento del valore degli immobili ed alla fuga degli investimenti italiani all’estero: 49 mila cittadini italiani hanno investito nel mattone all’estero (dati forniti dal Centro Studi della Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) ed il fenomeno non sembra arrestarsi.

Qualche positiva eccezione c’è: l’exploit di Milano

Personalmente, ho espresso ai presenti la convinzione che le continue modifiche della normativa sia in tema di edificazione sia soprattutto in tema di tassazione, unite ad una invincibile debolezza sistemica, rendano il nostro Paese uno dei meno appetibili in campo europeo per gli investimenti immobiliari. Nonostante ciò,  si sta registrando qualche indice positivo negli ultimi 24 mesi, una ripresa “a macchia di leopardo” che vede solo i capoluoghi protagonisti, con il grande exploit di Milano, dove l’esplosione dei grandi progetti di recupero e trasformazione urbana ha trainato lo sviluppo del mercato e delle quotazioni, creando ricchezza e dando vita al fenomeno denominato “gentrification”: interi quartieri un tempo popolari vengono abitati da una classe borghese e cambiano totalmente il loro aspetto.

I Borghi d’Italia

C’è poi successo dei cosiddetti “borghi d’Italia” vere perle capaci di avere valori e qualità completamente diverse dai contesti limitrofi, basate molto sul concetto di esclusività. Si pensi a Capri, a Forte dei Marmi, a tante località della Sardegna, che rendono evidente anche come l’immobiliare sia uno strumento di cambiamento urbano anche quando opera il recupero del patrimonio storico ed urbanistico attraverso iniziative di rigenerazione urbana.

Turismo e marketing territoriale

La promozione del territorio e i conseguenti stimoli verso i flussi turistici favoriscono ricadute positive anche sul mercato immobiliare, come ha sottolineato il Prof. Gianfranco Brusa del Politecnico di Milano. Ecco perché il ricorso al marketing territoriale dovrebbe essere potenziato, le indagini di marketing dovrebbero supportare non solo le strategie promozionali, ma anche quelle di intervento fisico sul territorio. Le dimensioni contenute delle piccole/medie città d’arte possono favorire l’innovazione, basata sulla percezione della qualità globale e dei valori specifici del territorio.

Il ruolo della politica

Il Sen. Gibiino ha concluso i lavori affermando che se la politica ha il dovere di facilitare e sostenere la ripresa di un settore centrale e vitale per l’economia nazionale, per l’occupazione, prevedendo innanzitutto una drastica riduzione della pressione fiscale sugli immobili, i diversi attori in campo hanno il compito di stimolare il legislatore ed affinare le strategie per recuperare competitività. Le nostre città, i nostri stili di vita, le esigenze stanno cambiando, una trasformazione che è al tempo stesso sinonimo di grandi opportunità, che il settore deve sapere cogliere.

 

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Avv. Dimitri De Rada