Niente più voucher, ecco il nuovo lavoro occasionale

Hanno fatto il loro debutto lunedì 10 luglio i nuovi contratti di lavoro occasionale, introdotti in sostituzione dei vecchi voucher allo scopo di regolamentare maggiormente una tipologia di lavoro che inevitabilmente è di difficile tracciatura in quanto non sempre trasparente. Il “Libretto Famiglia” e il “Contratto di prestazione occasionale” verranno incontro alle esigenze di famiglie, professionisti, imprese fino a 5 dipendenti, Pubblica Amministrazione.

L’obbligo di registrazione e le modalità di compenso

Per poterne usufruire, è fatto obbligo sia al datore di lavoro che al lavoratore di essere registrati alla piattaforma dell’INPS e che il datore versi quanto dovuto su un apposito conto dell’Istituto di previdenza, da cui mensilmente (il giorno 15) saranno erogati i compensi, accreditati su conto corrente, libretto postale, carta di credito dotata di IBAN oppure incassati con bonifico domiciliato presso gli sportelli delle Poste.

In questo modo, il controllo dell’INPS sarà totale, con le ore di lavoro e il relativo compenso perfettamente tracciati e sempre verificabili all’occorrenza.

Chi e per cosa può utilizzare i nuovi contratti?

Il “Libretto di famiglia” può soddisfare necessità occasionali legate a lavori domestici, di giardinaggio, di pulizia o manutenzione, di assistenza domiciliare a bambini e persone anziane, ammalate o con disabilità, di insegnamento privato supplementare.

Il “Contratto di prestazione occasionale” può essere utilizzato da professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori, associazioni, fondazioni ed altri enti di natura privata, imprese del settore agricolo e pubbliche amministrazioni.

Il tetto orario e i limiti salariali

280 è il numero massimo di ore lavorate nell’anno, pena la trasformazione automatica in contratto a tempo indeterminato. Ogni lavoratore può incassare fino a 5.000 euro lordi annui, ma da un singolo datore il limite scende a 2.500 euro. Da parte sua, anche il datore di lavoro può investire non più di 5.000 euro all’anno in questa tipologia di contratto. Nel caso di lavoro occasionale svolto non a favore di famiglie, il salario minimo dovrà essere di 36 euro al giorno per 4 ore lavorative o anche per un numero inferiore. Per le ore successive, il compenso può essere oggetto di accordo tra le parti, ma comunque non può essere inferiore a 9 euro (per un costo totale in questo caso, comprensivo cioè degli oneri a carico del datore, di 12,29 euro lordi all’ora).

Nel settore agricolo, il compenso minimo orario varia “in base alle aree di appartenenza” del contratto nazionale e può essere pari a 7,57 euro, 6,94 euro oppure 6,52 euro. Resta la retribuzione minima di 4 ore lavorative. Nel caso del “’Libretto di famiglia”, il compenso per le prestazioni fino ad un’ora è stato fissato in euro 10 (o suoi multipli) di cui 8 netti al lavoratore e 2 per contributi e altri oneri.

I tempi di avviso all’INPS

La comunicazione di una prestazione di lavoro deve essere comunicata all’INPS entro il giorno 3 del mese successivo, se svolta nell’ambito del “Libretto di famiglia”. Al contrario, in caso di prestazione svolta nell’ambito del “Contratto di prestazione occasionale”, la comunicazione di svolgimento della prestazione lavorativa da parte del datore di lavoro deve essere anticipata ad almeno 60 minuti prima dell’inizio della stessa, con possibilità di revoca entro 3 giorni da parte del datore di lavoro. Nel caso di disguidi, fa fede la comunicazione di svolgimento della prestazione, anche se non effettivamente svolta.

 

Dott.ssa Donatella Chiomento